Benvenuto Mister Sarri

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi facciamo rividere la Conferenza Stampa di Presentazione del nuovo allenatore bianconero Maurizio Sarri.

 

Buona Visione!

 

 

Su campionato e Champions.
“Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite. Non è dovuto. Se il risultato diventa dovuto, è una sconfitta certa. E’ chiaro che la Juve ha l’obbligo di fare bene, è la favorita. In Champions la Juve ha l’obbligo di partire con l’obiettivo di vincere, ma in Europa ci sono 8-9 squadre che possono vincere. Le responsabilità sono più forti a livello italiano che europeo. La Champions è un obiettivo, un sogno da perseguire con determinazione feroce e con un coefficiente di difficoltà mostruoso”.

Sull’arrivo alla Juventus.
“Non è che passo dai dilettanti alla Juve. E’ un percorso lungo. Mi fa piacere essere qui. Mi dà emozione essere qui, ma il percorso è lungo e fatto di passi. Arrivo dal Chelsea, altro grande club chiaramente con meno storia della Juve. Lo ritengo un ulteriore passo in avanti. L’emozione c’è ed è forte, ma non è quella di un allenatore che arriva dai dilettanti”.

Sul passato al Napoli.
“Io penso che ho vissuto tre anni in cui mi svegliavo alla mattina e il mio primo pensiero era quello di battere la Juve. In quel periodo eravamo l’alternativa più credibile alla Juve. Ho dato il mio 110% e non ci siamo riusciti. Ci riproverei e lo rifarei. Era un’avversità sportiva. Ma è finita. La mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società. Quello che ho fatto, posso averlo fatto anche con mezzi e modi sbagliati, ma è qualcosa di intellettualmente apprezzabile”.

Si sente un traditore?

“Il giocatore che deve convivere in un ambiente, lancia messaggi per convivere bene in quell’ambiente. Poi ci sono messaggi personali che dicono un’altra cosa. Io penso che nella vita ho rispettato tutti, perché ho dato sempre il 110% per la maglia per cui ho lavorato. Questo è il rispetto. Sono scelte logiche, senza romanzarci sopra”.

Cosa ti aspetti in Napoli-Juve?
“Quando esco dal San Paolo so che se mi applaudono è una manifestazione d’amore. Se mi fischiano, è una manifestazione d’amore. Uscirò volendogli bene lo stesso, qualsiasi cosa accada”.

Sui cori razzisti.

“A proposito dei cori razziali io non cambio idea se cambio società. In Italia è l’ora di smetterla, è una manifestazione d’inferiorità netta nei confronti degli stadi europei. E’ giusto anche fermare le partite, bisogna dire basta. Lo subivo di più a Napoli perché sono nato a Napoli. La mia idea rimane la stessa. Basta”.

Ancora sul passato a Napoli.
“Ho fatto tutto quello che potevo fare. Per dovere morale, perché stavo rappresentando un popolo che ama la propria squadra e non vinceva da 30 anni, per dovere professionale, perché ho il dovere di tirare fuori il 110% da tutti. In più il coinvolgimento emotivo era forte, c’erano tutte le componenti perché io combattessi con la sciabola in mano per quei colori. Poi la storia è finita, lei sa com’è finita, ho fatto un gesto di rispetto estremo, con la mia condizione familiare, andando via un anno, poi se c’è la possibilità di tornare e questo me lo offre la più grande scoietà italiana io devo rispettare la mia condizione. E l’hanno fatto in un modo che mi ha convinto abbastanza in fretta. Poi se si vuole ricamare sul passato non se ne esce, io faccio il racconto di quello che ho vissuto, senza recitare parti. “.

Sul futuro di Higuain.
“Al Pipa voglio molto bene e penso che dipende da lui. Io ho l’obbligo di ascoltare e adeguarmi, visto che conoscono meglio di me i giocatori. A parte Higuain che conosco anche io”.

Cos’è il sarrismo?
“Sinceramente non lo so cos’è il sarrismo. Ho letto ulla treccani che è una filosofia calcistica e non solo. Io sono sempre statoquesto. Posso aver cambiato leggermente il mio modo di vedere il calcio e lavita per esperienza, ma sono rimasto una persona diretta. Ho bisogno di dire quello che penso e sentoire dagli altri quello che pensano. Questo porta a degli scontri. Ma sono risolvibili. L’irrisolvibile è il non detto, i rancori”.

Su De Laurentiis
“Non ho sentito il presidente, con i quali tutti pensano che abbia un brutto rapporto. Io invece lo ringrazierò sempre. Mi ha fatto un regalo, allenare la squadra che tifavo da bambino. Poi possono esserci divergenze ma fa parte dei caratteri. Non ho sentito Aurelio, non dirò mai neanche sotto tortura i nomi dei giocatori che ho sentito, perché sono cose personali”.

Sullo stile Juve e sul suo dito medio in passato.
“Non so cosa sia lo stile Juve, io ieri mi sono trovato a cena con amici, non con etichette o differenze. Certe cose le ho dette, certe le ho sbagliate, altre strumentalizzate, ho visto una polemica sulle maglie a strisce che stanno strumentalizzando perché in realtà si tratta di una litigata con Orsato dopo un Empoli-Milan. La questione del dito medio è un errore da parte mia, una reazione esagerata da parte mia, ma penso che fu spiegata da parte mia anche nel post partita. Io andai in sala stampa e dissi che avevo fatto un brutto gesto, un eccesso di reazione nei confronti di 15-20 stupidi, non nei confronti della Juventus. Non ho niente contro i tifosi della Juve, sono stato sempre in panchina in mezzo ai tifosi, poi se in mezzo a 45.000 persone ci sono 10 stupidi che ti sputano e ti dicono ‘terrone di merda’, dovevo non reagire ma non li ritengo tifosi della Juventus”.

 

INTANTO VI RICORDIAMO I NOSTRI PROFILI SOCIAL OLTRE AL NOSTRO BLOG :


Facebook
 : http://facebook.com/juventuslastoriasiamonoi

Instagram : http://instagram.com/juventuslastoriasiamonoi

Twitter : http://twitter.com/storia_juventus