Buon Compleanno Beniamino Vignola 🎊🎂🎉

Attraverso questo blog diamo il giusto omaggio nel giorno del suo compleanno ad un onesto e generoso ‘lavoratore’ bianconero a cavallo degl’anni 80: Beniamino Vignola.

Lo facciamo facendovi gustare la gara con cui l’attacante veronese é ancora oggi nel cuore di tutti noi amanti della Juventus.

 

Buon Compleanno Beniamino 🎊🎂🎉

 


 

 

La Juventus conquista la Coppa delle Coppe nella stagione 1983/84. Nella finale di Basilea la Juve batte il Porto 2-1 grazie alle reti segnate da Beniamino Vignola e Zbigniew Boniek. Questa sara’ la seconda Coppa Europea conquistata dai Bianconeri dopo il successo nella Coppa Uefa 1976/77.

 

Coppa delle Coppe 1983-1984 – Finale
Basilea, campo neutro – Stadio Sankt Jakob-Park
Mercoledì 16 maggio 1984
PORTO-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Vignola 13, Sousa 29, Boniek 41

PORTO: Zè Beto, Joao Pinto, Eduardo Luis (Costa 82), Lima Pereira, Eurico, Magalhaes (Walsh 65), Frasco, Sousa, Gomes, Jaime Pacheco, Vermelinho
Allenatore: Pedroto

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola (Caricola 90), Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Prokop (Germania Est)

 

Nato a Verona il 12 giugno 1959, cresce nella squadra scaligera e dall’organico gialloblu, dopo aver debuttato in Serie A, si separa nell’estate del 1980 per accasarsi all’Avellino. La Juventus, battuta una nutrita concorrenza, si assicura le prestazioni del biondo rifinitore per il campionato 1983–84. Dotato di una classe limpidissima e di un tiro preciso e potente che usa con una discreta disinvoltura, Vignola difetta di continuità essendo fisicamente molto fragile; abbastanza veloce e reattivo, con un discreto dinamismo ma poco solido nei contrasti, necessita spesso di pause quasi fisiologiche, tanto è vero che Brera lo definisce il nuovo abatino (ogni riferimento a Rivera è puramente voluto).

«Credo che, nel calcio, questi paragoni lascino il tempo che trovano, capisco la necessità di scrivere sempre qualcosa di nuovo, di stimolare la fantasia dei tifosi e, riconosco, di avere qualche punto di affinità con Rivera, ma vado avanti per la mia strada, senza lasciarmi suggestionare. Vorrei essere soltanto Vignola, con i suoi pregi e difetti», afferma.

Vignola dimostra, comunque, grande intelligenza riciclandosi come dodicesimo uomo, in modo da mettere a frutto le sue non trascurabili qualità e dando un valore aggiunto tutte le volte che viene chiamato in campo, mascherando, nel contempo, i propri difetti: «Ad Avellino sono maturato ed ho acquisito esperienze in quello che è il mio ruolo specifico e, cioè, di centrocampista che ordina e inizia il gioco. Sono, in pratica, un regista in vecchio stile, se mi è concesso di usare ancora questo termine. Sono arrivato alla Juventus per giocare, questo è assodato, ma mi basterebbe lottare alla pari con gli altri per un posto da titolare».

In bianconero vive il suo miglior momento nella seconda parte della stagione 1983–-84 nella quale il fantasista, con i suoi goal, è decisivo nella favolosa accoppiata scudetto e Coppa delle Coppe. Da ricordare il goal su rigore all’ultimo minuto contro la Fiorentina o la doppietta al Comunale contro l’Udinese; soprattutto, resta nella memoria quel bellissimo goal al Porto, nella finale di Coppa delle Coppe. A Torino si ferma anche per la successiva stagione, caratterizzato dalla conquista della Coppa dei Campioni. Viene ceduto al Verona nell’estate 1985, per poi tornare alla Juventus l’anno successivo, ma il fuoco è oramai spento per cui lentamente, ma inesorabilmente, si chiude il sipario. Alla fine totalizza 127 presenze con diciotto goal

tratto da http://www.tuttojuve.com

 

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