Riviviamo Bologna-Juve

Attraverso filmati tratti da internet vi proponiamo la gara valevole per la venticinquesima Giornata della Serie A TIM 2018/19. Riviviamo Bologna-Juve.

 

IL TABELLINO DELLa partitA :

Domenica 24 Febbraio 2019
Serie A TIM 2018-19 : 25esima Giornata
Stadio ‘Renato Dall’Ara’ Bologna ore 15.00

BOLOGNA-JUVENTUS 0-1
RETI: 
Dybala 22′ st

BOLOGNA: Skorupski; Mbaye, Danilo, Helander, Dijks; Poli (33′ st Donsah), Pulgar (40′ st Falcinelli), Soriano; Edera (7′ st Orsolini), Santander, Sansone
A disposizione: Da Costa, Calabresi, Gonzalez, Lyanco, Paz, Dzemaili, Nagy, Krejci, Svanberg
Allenatore: Mihajlovic

JUVENTUS: Szczesny; De Sciglio, Rugani, Bonucci, Alex Sandro (14′ st Dybala); Bernardeschi (42′ st Chiellini), Bentancur, Matuidi (33′ st Pjanic); Cancelo, Mandzukic, Ronaldo
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Caceres, Barzagli, Spinazzola, Kean
Allenatore: Allegri

ARBITRO: Calvarese

ASSISTENTI: Schenone, Posado
QUARTO UFFICIALE
: Abbattista
VAR: La Penna, Tegoni
AMMONITI: 6′ pt Pulgar, 16′ pt Bentancur, 29′ st Sansone, 47′ st Cancelo

 

 

 

 

 

La corsa continua: la Juventus vince 1-0 a Bologna senza convincere troppo e senza mandare segnali troppo forti all’Atletico Madrid in vista del ritorno di Champions. Una partita che ad Allegri è servita soprattutto per sciacquarsi via le scorie della sconfitta madrilena grazie a un lampo di Paulo Dybala, partito in panchina ed entrato dopo un’ora al posto di Alex Sandro. Un buon Bologna può recriminare per un palo nel recupero.LA PARTITA
C’è uno spartiacque che fissa le coordinate di questa partita ed è il momento in cui Allegri decide togliere Alex Sandro e inserire Dybala. Non è tanto per il valore del giocatore, ma per quei minuti di disomologazione che si verificano subito dopo. Sono minuti in cui gli uomini di Mihajlovic perdono i riferimenti, si fanno sorprendere dagli scambi di posizione e non riescono a uscirne indenni. Proprio Dybala, il jolly che Allegri si è potuto e si è voluto giocare, ha risolto tutto con un lampo, ringraziando anche uno dei pochissimi errori della difesa bolognese. Un lampo è forse poco quando si porta in giro la maglia bianconera, ma quella di questa gara è una storia che va raccontata dall’inizio. Cosa possa esserci in comune tra Mihajlovic e Simeone è abbastanza facile da immaginare. Il Cholo li chiama “huevos”, il Miha ormai totalmente italianizzato risponde con un termine a noi più familiare che sarebbe superfluo rimarcare. In campo questa similitudine si traduce con l’atteggiamento del Bologna, che prova subito a travestirsi da Atletico Madrid. Stessa impostazione di partita: subito molto aggressivi, gli emiliani vanno a prendere gli avversari fin dalla loro area, provano a non lasciarli respirare. Un certo eccesso di foga penalizza subito Pulgar con un cartellino giallo e il Bologna, che non ha la stessa potenza di fuoco dell’Atletico, si prende qualche pausa senza risentirne troppo. Poi sulle palle inattive arrivano pericoli veri e in questo la lezione del Wanda Metropolitano forse non è stata del tutto recepita.

LE PAGELLE

MATUIDI 7 – Tiene in piedi il centrocampo bianconero facendo scorrere il contachilometri. Sembra che sia dappertutto, recupera palloni e fa ripartire l’azione, tenta anche qualche incursione dalle parti dell’area avversaria. Nel 4-4-2 sembra trovarsi perfettamente a suo agio.

BENTANCUR 6,5 – Mostra inizialmente qualche limite di personalità, forse anche a causa della modifica tattica che lo accentra rispetto all’impiego recente. Parte con un cartellino giallo dopo pochi minuti e deve giocare con il freno a mano tirato per non rischiare il bis. Promette bene l’inizio del secondo tempo con un “coast-to-coast” palla al piede e poi mantiene la promessa perché da qui alla fine non sbaglia praticamente più niente.

RONALDO 5
 –Se a Madrid è stato praticamente nullo, a Bologna ha continuato più o meno sulla stessa lunghezza d’onda. Poche idee e abbastanza confuse, sguardo perso nel vuoto, troppo poco per un soggetto della sua importanza storica.

MANDZUKIC 5,5 – Per una buona parte della stagione è stato l’arma in più della Juve, l’uomo in grado di far rendere Ronaldo al massimo delle sue possibilità prendendosi anche la sua giusta parte di gloria personale. Ma anche il croato, come il suo illustre compagno d’attacco, attraversa un momento di scarsissima forma e quando è così fa fatica anche quando c’è da fare a sportellate.

SANTANDER 6,5 – Se lo si vede per la strada si fa fatica a pensare che sia un calciatore di serie A, ma in campo è un cliente complicato per tutti. Prende botte e ne dà, occupa volumi che non sono alla portata di tutti, mette ansia alla difesa dalla Juve che senza Chiellini perde sicuramente qualcosa in tema di coraggio.

SANSONE 6,5
 – Ispirato fin dai primi minuti, quando ricama un paio di belle giocate sulla fascia sinistra infilandosi nello spazio poco presidiato da Cancelo e De Sciglio. Voluto da Inzaghi, si è fatto apprezzare quasi subito anche da Mihajlovic che oltre alla forza fisica necessita anche di qualche tocco sapiente.

EDERA 6,5 – Uno dei ragazzi chiesti esplicitamente da Miha quando ha accettato il ruolo di allenatore del Bologna. L’attaccante del Toro ricambia la fiducia con un gran lavoro di pressing e di disturbo sugli avversari, ma poi va vicino anche alla gloria personale a metà del primo tempo con un sinistro dal limite. Cala alla distanza e viene sostituito.

BERNARDESCHI 6,5 – Nella scarsezze di idee della Juve, l’ex viola è uno dei pochi a prendere iniziative e a tentare incursioni produttive dalle parti di Skorupski. La poca collaborazione dei compagni rende parzialmente inutili le sue penetrazioni ma almeno fa vedere di essere in condizione. POLI 7 – Il tempo gli ha dato fisico e sapienza. E magari qualche lezione di Mihajlovic ha aggiunto un carico di onesta cattiveria. Padrone del centrocampo per quasi tutta la partita, instancabile nel lavoro di taglia e cuci, si esalta a un certo punto del secondo tempo andando a portare via un pallone pulitissimo a Cristiano Ronaldo. Il massimo della vita per un presunto gregario.

DYBALA 7 –
 Si è adattato suo malgrado al compito che gli è stato affidato. Una manciata di minuti a disposizione per cambiare la partita e missione compiuta molto in fretta. Gol decisivo e messaggio mandato ad Allegri per un futuro diverso da quello della panchina.