Riviviamo Juve-SPAL

Attraverso vari filmati e foto tratte da internet vi facciamo rivivere le emozioni, le polemiche e le azioni di Juve-SPAL. La gara era valevole per la sesta giornata del Campionato di Calcio di Serie A TIM 2019-20.

 

IL TABELLINO:

‘Allianz Stadium’ di Torino
Serie A TIM 2019-20 (6a Giornata)
Sabato 28 Settembre 2019, ore 15.00

JUVENTUS-SPAL 2-0
RETI: Pjanic 45′ pt, Ronaldo 33′ st

JUVENTUS: Buffon; Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Matuidi; Khedira (16′ st Emre Can), Pjanic, Rabiot (32′ st Bentancur); Ramsey (20′ st Bernardeschi); Dybala, Ronaldo
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Demiral, Beruatto, Higuain
Allenatore: Maurizio Sarri

SPAL: Berisha; Tomovic Vicari, Sala (27′ st Jankovic); Reca, Murgia (12′ st Strefezza), Missiroli, Valdifiori, Igor; Petagna, Moncini (31′ st Paloschi)
A disposizione: Thiam, Letica, Felipe, Cannistrà, Cionek, Zanchetta, Tunjov, Floccari
Allenatore: Leonardo Semplici

ARBITRO: Piccinini
ASSISTENTI: Tolfo, Villa
QUARTO UFFICIALE: Maggioni
VAR: Massa, Schenone

AMMONITI: 32′ pt Khedira 10′ st Igor, 37′ st Petagna, 47′ st Emre Can

 

 

 

 

 

Missione compiuta per la Juventus, in tutti i sensi. In un sabato di estate tardiva, i bianconeri hanno archiviato la pratica Spal con un 2-0 che non dice tutto sulla differenza di forze. Gol di Pjanic nel primo tempo e di Ronaldo nella ripresa, miracoli di Berisha in tutti i 90 minuti, quinta vittoria in 6 partite e soprattutto zero problemi fisici in vista della partita di Champions contro il Bayer Leverkusen.

LA PARTITA

Ci sono risultati che dicono tutto e altri che dicono niente. Fino a una dozzina di minuti dalla fine, la Juventus vinceva solamente per 1-0 sulla Spal e chi non avesse visto la partita poteva pensare a una prestazione deludente dei bianconeri. Dentro la partita, la sensazione era esattamente opposta. Solo una piccola pausa, la parte centrale del primo tempo, per il resto tanta Juventus e poca, pochissima Spal, Buffon mai chiamato in causa se non da qualche retropassaggio, attaccanti ospiti impiegati come assaltatori sui portatori di palla avversari. Il 2-0 di Ronaldo, protagonista di una prestazione in continuo crescendo, ha conferito al risultato un aspetto più consono ai valori in campo, una dimensione logica.

LE PAGELLE

RAMSEY 7 – La domanda epocale dell’estate era: in quale ruolo può giocare il gallese nel calcio di Sarri? La riposta si è vista in queste ultime due uscite, con l’allenatore bravo ad adattare il suo sarrismo e l’ex Arsenal altrettanto bravo nell’interpretare il ruolo da trequartista in maniera moderna, con qualche giocata di altissima scuola. Solo un po’ di sfortuna e una piccola imprecisione combinate gli impediscono il gol di testa a fine primo tempo. L’impressione è che Ronaldo dialoghi più volentieri con lui che con altri.

BERISHA 7 – Gli mancavano la maglia nera e le mani nude per assomigliare completamente ai portieri di una volta, quelli che difendevano eroicamente i pali di squadre votate al catenaccio, quelli che paravano qualunque cosa arrivasse dalle loro parti, spesso anche con stile ai limiti dell’ortodosso. Prodigioso per quasi tutto il primo tempo, prima di capitolare sul gioiello di Pjanic ma grazie anche alla deviazione di Valdifiori. Altrettanto prodigioso nel secondo tempo, quando dalle maglie bianconera arrivava un bombardamento continuo. Sfortunato sul 2-0 di Ronaldo, con la palla che gli è finita proprio in mezzo alle gambe.

RONALDO 7,5 – Ci può anche stare che si prenda qualche pausa durante una partita, soprattutto se arriva da un infortunio e soprattutto se deve calibrare le forze in attesa della Champions League. Però gli ultimi minuti del primo tempo valgono il prezzo del biglietto, con un controllo e alcuni dribbling  che arrivano in fondo all’anima. Una volta sbloccato il risultato, un po’ di spazio anche per il suo narcisismo che quando si trasforma in certe giocate appaga anche la vista di chi sta a guardare. Il colpo di testa del 2-0 è un gesto tecnico e atletico che strapperebbe applausi anche al peggior nemico.

DYBALA 7 – Utilizzato in questo modo può tornare a fornire un contributo che il calciomercato estivo sembrava avere archiviato. La strana coppia con Ronaldo, quella in cui “io sono prima punta e tu seconda anzi no facciamo che è il contrario”, comincia a dare qualche frutto, anche se le cose migliori sono sempre quelle che l’argentino inventa quando può fare qualcosa. Per esempio uno splendido contropiede sventato da un miracolo di Berisha. L’assist per Cristiano Ronaldo sul 2-0 gli regala mezzo voto in più.

RABIOT 5 – Che fosse un ragazzo dotato di immenso talento era evidente da anni. Che fosse un po’ anarchico nel suo muoversi per il campo era più o meno altrettanto chiaro. Si è beccato qualche fischio, probabilmente meritato, dopo aver buttato alle ortiche qualche giocata facile. Deve trovare il giusto equilibrio tra le esigenze del suo ego e quelle del collettivo, perché la classe c’è e si vede.

PJANIC 7 – Quando gli arriva un pallone giocabile al limite dell’area o qualche metro più indietro, il consiglio è quello di andarlo ad abbracciare. Difficile che sbagli mira, anche se il gol che ha sbloccato la gara con la Spal è stato leggermente deviato da Valdifiori,  altrimenti forse Berisha ci sarebbe potuto arrivare. Molto bene anche in fase di regia, comincia ad avvicinarsi all’idea sarriana di “giocatore che deve toccare mille palloni a partita”.

MATUIDI 6,5 – Quando uno è professionista nel senso più esteso del termine, non fa mai brutte figure. Il francese lo ha dimostrato svolgendo diligentemente il suo compito di esterno basso sinistro, mai fatto in carriera, portandosi a casa una sufficienza abbondante. È vero che di fronte a lui c’era un intimidito Jacopo Sala e non l’erede di Garrincha, però se parlate con un allenatore vi dirà che con una decina di giocatori del genere e un paio di fuoriclasse si va lontano.

KHEDIRA 6,5 – Una delle tante storie strane di questa Juve e della sua estate particolare. Doveva essere uno dei primi epurati invece eccolo sempre al centro del progetto sarriano, eccolo volteggiare tra la sua area e quella avversaria, sempre al posto giusto e sempre con il tempo giusto, vicino al gol in un paio di occasioni e pronto al fraseggio con chiunque.

VICARI 6,5 – Se la Spal è riuscita a limitare i danni in questa partita, il merito va dato anche a Vicari oltre che a Berisha, perché il difensore ventinquenne ha cantato e portato la croce, ha chiuso i buchi fino a quando è stato in grado e forse comincia a  candidarsi per un posto in una squadra più competitiva.

tratto liberamente da Serie A, Juventus-Spal 2-0: decidono Pjanic e Ronaldo

 

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