Stephan Appiah si confessa !

Stupenda intervista dell’ex centrocampista Ghanese Stephan Appiah alla Gazzetta dello Sport. Lungo il pellegrinare del ‘simbolo’ di un intera nazione.Dall’ Udinese che l’ha svezzato e lanciato sino alla Juventus , con cui ha vinto sul campo uno Scudetto (2004/05 poi revocato ndr) e una Supercoppa Italiana, passando per Brescia e Parma. Prima del triennio al Fenerbache e la chiusura di carriera italiana in Emilia-Romagna fra Bologna e Cesena.

E adesso ci parla su vari episodi & personaggi della sua carriera e di alcuni ‘miti’ incontrati in carriera :

KWADWO ASAMOAH“Ha iniziato a fare l’esterno per caso con il Ghana ed è diventato fra i più forti del mondo. E’ un ragazzo d’oro. Le prime volte che arrivava in nazionale era timidissimo: non parlava con nessuno e dava a tutti del lei. In campo però si trasforma e diventa un leone. Oggi è un simbolo per tutto il Ghana”.

LA ‘SUA’ JUVE : Mi sento ancora con molti miei ex compagni come Cannavaro, Buffon, Del Piero, Ferrara, Nedved e Pessotto. Gigi è un ragazzo straordinario: con lui organizzavamo un sacco di scherzi nello spogliatoio a Thuram e facevamo di tutto per rendere allegri i compagni. Lilian soffriva il solletico e noi due eravamo diventati il suo incubo. E’ incredibile come Buffon si diverta ancora in campo come un bambino: gli anni non passano mai per lui. Nedved si vedeva già che avrebbe fatto una carriera da dirigente: la sera non usciva mai, era serissimo e riempiva di consigli i più giovani. Era sempre sul pezzo. Con Gigi lo chiamavamo il fantasma perché quando uscivamo la sera non c’era mai…”.

BAGGIO IL PIU’ GRANDE : “Roby è stato il più grande in assoluto. Rendeva facile ogni giocata. Una classe immensa e un senso del gol da centravanti. La sua dote più grande era l’umiltà. Baggio era sempre disponibile e gentile con tutti, dai tifosi ai compagni di squadra.”

LIPPI“Aveva un carisma incredibile. Un vincente nato, ma di grande umiltà. Mi ricordo che il mio primo giorno alla Juve avevo gli scarpini slacciati e si chinò per sistemarli. Ero incredulo: un mister come lui, che aveva vinto tutto, faceva un gesto simile verso di me”.

CAPELLO “O lo ami o lo odi. E’ molto diretto con tutti i giocatori, anche se non dà molta confidenza. Vuole vincere sempre e riesce a trasmettere una carica incredibile”.

 

Tutta la forza prorompente di Stephan Appiah
Tutta la forza prorompente di Stephan Appiah